Sindemia, i pericoli di quando si sovrappongono più epidemie.
Sindemia o pandemia quali sono i fattori che influenzano il diffondersi della pandemia da coronavirus nel mondo?
Nel corso degli ultimi tempi, la pandemia da Coronavirus si è “presa” le prime pagine dei giornali, ma in realtà, non è purtroppo l’unica epidemia da affrontare.
Certo, il Coronavirus sta mettendo a dura prova il tessuto economico mondiale , in modo particolare, di alcuni Paesi che non erano minimamente pronti e preparati per affrontare una simile minaccia.
Probabilmente, però, il termine pandemia non è quello più corretto da usare al momento, anche e soprattutto per via del fatto che si stanno sovrapponendo diverse pandemie rispetto a quella da Covid-19.
Perchè il termine pandemia non è corr
etto e si usa sindemia?
La crisi endemica del razzismo, una delle tante piaghe che ancora oggi seminano odio e violenza nella nostra società, ma anche l’epidemia, ad esempio, della disoccupazione, che cresce sempre di più.
Ecco spiegato il motivo per cui sarebbe meglio fare riferimento a una sindemia, ovvero l’aggregazione di due o più fattori/epidemie che si sviluppano in modo simultaneo o sequenziale.
L’emergenza sanitaria sta mettendo ancora più evidenza le varie disparità che si sono formate con il passare del tempo a livello sociale e la natura sindemica della minaccia che ci troviamo ad affrontare oggi giorno.
Sindemia significa che serve avere un approccio decisamente più ampio e complesso se abbiamo intenzione davvero di pensare in maniera efficace alla protezione e prevenzione della salute delle comunità in cui viviamo.
In effetti, la pandemia da Covid-19 ha trovato terreno più fertile nel mondo grazie ad una bassissima, per non dire scarsa, sicurezza alimentare.
E si rinnova l’esigenza, anche in ambito industriale e aziendale, di prestare maggiore attenzione nel monitoraggio di tutti questi processi.
D’ obbligo far riferimento non solo ai sistemi di qualità e ma anche per esempio ai sistemi di sicurezza alimentare.
Essi se attuati correttamente possano garantire il raggiungimento dei migliori risultati in termini di salute pubblica.
Contemporaneamente è possibile far crescere nelle popolazioni la consapevolezza che la sicurezza, nel senso più ampio del termine, costituisce un bene comune da conservare e da proteggere a tutti i costi.
Tutto ciò può avvenire rispettando al meglio le normative che vengono emanate sia in ambito europeo che internazionale.
Perché serve prestare maggiore attenzione anche alle malattie ed ai fattori non trasmissibili.
Il primo a cercare di spiegare la nozione di sindemia è stato Merrill Singer, un medico e antropologo americano, nel corso degli anni Novanta.
Eppure, proprio lo stesso Singer, ha messo in evidenza l’importanza di avere un approccio sindemico a 360 gradi per poter capire quale possa essere la migliore politica sanitaria ed universale da attuare.
Riuscire a contenere il Covid-19, significa anche andare ad agire direttamente per esempio anche su quelle patologie che non sono trasmissibili.
È in crescita nei paesi industrializzati il numero di persone che devono fare i conti con malattie croniche.
Riuscire a contenere il Coronavirus, vuol dire anche cambiare modo di approcciarsi nei confronti di problematiche sulla salute più comuni.
Infatti l’ipertensione, l’obesità, ma anche le patologie cardiovascolari, il diabete e le malattie respiratorie croniche, senza dimenticare ovviamente il cancro sono patologie da non trascurare.
La fragilità delle persone rappresenta un ingrediente drammatico che sinergicamente al covid 19 svolge una azione catalizzatrice negativa che può condurre le persone ad una morte prematura.
Sebbene questo indice sia in calo nei paesi industrializzati non lo è invece nei paesi più poveri od in via di sviluppo.
Come colleghiamo la sindemia nei paesi più poveri ed in via di sviluppo?
In questi paesi troviamo disparità sociali, diversa istruzione, guerre, disoccupazione, scarso accesso alle cure, all acqua potabile, al cibo, alla sicurezza alimentare.
Ecco perchè si parla di sindemia vale a dire la sovrapposizione di fattori negativi che influenzano e peggiorano la qualità e la sicurezza di vita delle popolazioni.
Un aspetto importante da tenere in considerazione è quello di contrastare maggiormente le malattie non trasmissibili ed i loro fattori sociali negativi.
Essi non devono coinvolgere solamente le nazioni più ricche, visto che la pandemia da covid 19 riguarda diffusamente anche nelle nazioni più povere.
Basti pensare come per oltre un miliardo di persone povere attualmente presenti nel mondo, le patologie non trasmissibili sono un terzo di quelle che, complessivamente, li colpiscono.
Intervenire a livello economico e di prevenzione sociale in questo senso, nei prossimi dieci anni, potrebbe salvare la vita di 5 milioni di persone più povere.
Perché, quindi, è così importante considerare il Coronavirus alla stregua di una sindemia?
Per via delle sue origini tipicamente sociali.
Perché va a colpire in modo particolare i cittadini più anziani, le minoranze più povere, chi è stato messo da parte, i lavoratori sottopagati o sfruttati, che possono accusare un livello di protezione sociale decisamente basso.
Obbligo quindi delle Nazioni Unite ONU impegnarsi attraverso sforzi umanitari mirati e globali per rendere le società ed i paesi meno fortunati ricchi di speranza per il futuro.
Lo sforzo globale di una società con uguali diritti e doveri rimane la sfida del terzo millennio.
Non importa, quindi, quanto possa essere efficace un vaccino, se non si trovano soluzioni anche a questi problemi di carattere globale ed internazionale.
Solo prediligendo una soluzione biomedica e sociale a livello globale, solo allora potremmo anche uscire vittoriosi dalla lotta al Coronavirus e dalla sindemia.
Home » medicina »